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Ucraina, Putin chiude a incontro con Zelensky: “Non ci sono motivi per farlo”

(Adnkronos) – L’invito di Volodymyr Zelensky a un incontro per mettere fine alla guerra in Ucraina non convince Vladimir Putin che – almeno per il momento – chiude all’ipotesi di un faccia a faccia con il leader di Kiev. Davanti alla platea della sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, il presidente russo ha infatti dichiarato di “non vedere ancora alcun motivo” per incontrare il presidente ucraino, come auspicato da quest’ultimo in una recente lettera aperta.  

“Non vedo il senso di un incontro. Sarebbe di interesse per la parte ucraina solo per fermare l’avanzata delle nostre forze armate”, ha spiegato ancora lo ‘zar’ aggiungendo che è necessario “lasciare che gli specialisti lavorino, elaborino soluzioni, e poi potremo incontrarci”, sostenendo quindi che un incontro con Zelensky sarebbe “inutile” fino al raggiungimento di un accordo di pace. 

Putin, ha affermato di aver dato “una rapida occhiata” alla missiva di Zelensky. “Il portavoce Peskov mi ha mostrato questa lettera ieri. Ma avevamo una riunione di lavoro, una cena di lavoro con il presidente dell’Uzbekistan. Francamente, non ho avuto tempo di guardarla. Stamattina, Peskov me l’ha passata di nuovo. Le ho dato una rapida occhiata, ma comunque l’ho letta”, ha spiegato Putin, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa. 

Nel contempo, però, lo ‘zar’ ha criticato la lettera aperta, che secondo Putin “contiene effettivamente elementi di maleducazione. È un modo per creare le condizioni per un incontro e per dei negoziati o per creare un contesto in cui qualsiasi incontro diventa impossibile? Credo sia la seconda opzione”, ha dichiarato il presidente russo. 

“Le azioni militari finiranno prima o poi, ne siamo convinti. Senza dubbio, finiranno una volta raggiunti gli obiettivi che ci siamo prefissati”, ha aggiunto poi Putin. 

 

“Incontriamoci”, la proposta del presidente ucraino a Putin nella lunga “lettera aperta”. Il numero 1 di Kiev ha preso ieri l’iniziativa per favorire una soluzione negoziale della guerra in corso da 4 anni e mezzo.  

Zelensky nella lettera sottolinea che “sta ai leader risolvere le questioni chiave, è sempre stato così e sempre lo sarà”. “Propongo di fissare una data chiara per un incontro”, scrive il presidente ucraino, spiegando che Kiev “propone di mettere fine a questa guerra attraverso un impegno diretto tra noi e voi”. E l’Ucraina, assicura Zelensky, “è pronta per un cessate il fuoco completo per la durata dei negoziati”. 

Negoziare mentre è in corso una tregua “è una prassi standard e gli attuali sviluppi riguardo all’Iran non fanno che rafforzare questo punto”, sottolinea Zelensky nella lunga lettera aperta, che si apre ricordando che quando Putin “arrivò al potere 26 anni fa molte persone in Ucraina lo giudicavano in modo positivo, così era, ma quello era il passato “. “Un tentativo di stabilire un vero silenzio è il modo migliore per iniziare a parlarsi. Crediamo che non sarebbe un semplice tentativo, ma un vero cessate il fuoco, se è quello che volete”, sottolinea ancora il presidente ucraino. 

Che poi avverte Putin: “Se lei non arriverà personalmente alla conclusione che è ora di porre fine a questa guerra, l’Ucraina continuerà a lottare per la sua esistenza. Avremo coloro che ci sostengono. Ma anche lei dovrà lottare molto più duramente per la sua stessa esistenza, non quella della Russia, ma la sua”. “E questa non è una minaccia da parte mia o dell’Ucraina. È un fatto della storia russa che conoscete bene: quando la Russia si stanca, arriva il cambiamento – conclude – Possiamo lavorare verso quella stanchezza. Può fermare la sua guerra”. 

Zelensky sollecita il coinvolgimento dell’Europa e anche degli Stati Uniti nella risoluzione della guerra in Ucraina. Nella lettera, il presidente ucraino scrive: “Abbiamo sentito dire che vi era stata promessa in Alaska la risoluzione di alcune questioni riguardanti l’Ucraina e l’Europa”, scrive riferendosi al vertice tra Putin e Donald Trump andato in scena in Alaska il 15 agosto dello scorso anno. “Ma potete constatare da soli che le questioni ucraine ed europee non vengono decise ad Anchorage”, afferma. 

“Dato che la guerra si sta svolgendo in Europa, e dato che l’Ucraina necessita di garanzie di sicurezza, mentre anche voi cercate garanzie di sicurezza per voi stessi, sarebbe logico coinvolgere coloro che possono autenticamente fungere da garanti – sottolinea Zelensky – Riteniamo che l’Europa debba far parte di questo processo, coloro che hanno realmente la capacità di influenzare la situazione. Riteniamo inoltre che gli Stati Uniti debbano far parte del processo. Questo è ciò che potrebbe aiutare a plasmare una nuova architettura di sicurezza per la nostra parte di mondo”. 

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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