Strage Viareggio, Cassazione: “Pena a 5 anni all’ex ad Moretti non è illegale né illegittima”

(Adnkronos) – “Tutti gli imputati, ciascuno con un diverso apporto causale e ciascuno con un diverso grado della colpa, hanno contribuito alla verificazione di eventi di eccezionale gravità”. E’ quanto scrivono i giudici della Quarta sezione penale della Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 25 giugno hanno reso definitive le condanne per gli imputati nel processo per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, in cui persero la vita 32 persone e oltre un centinaio rimasero ferite.  

Con la sentenza i giudici avevano confermato la condanna a cinque anni di reclusione per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana. La Cassazione aveva confermato inoltre le condanne anche per altri 10 imputati, tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del convoglio deragliato. 

Per quanto riguarda la pena di 5 anni a Moretti, per i supremi giudici “non è illegale né illegittima in quanto risulta rispettato il principio del divieto di reformatio in peius. Ma vi è di più: la pena irrogata per ciascuno dei reati satelliti, rispetto a quella di cui alla prima sentenza di appello, risulta diminuita in misura superiore ad un nono, onde deve concludersi che, nella sostanza, anche rispetto ai reati di lesioni e incendio colposo i giudici, nella determinazione della pena, hanno tenuto conto del riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche”. 

Nel motivare le condanne, la Cassazione spiega che i giudici di secondo grado hanno valorizzato “non già la gravità delle singole condotte, bensì la ‘straordinaria gravità’ delle conseguenze derivate da quelle condotte”. Nella sentenza di 54 pagine i giudici della Cassazione, citando il primo processo di appello, evidenziano come gli imputati abbiano “compiuto scelte imprudenti, limitando o escludendo investimenti in un settore caratterizzato da una particolare pericolosità, pur essendo consapevoli, data la loro esperienza e competenza, della contrarietà di tali scelte ai doveri di sicurezza e del maggior rischio che esse apportavano a tutto il sistema del trasporto ferroviario, ma nel medesimo arco temporale hanno aumentato o non limitato le tutele nel settore del trasporto dei passeggeri e migliorato complessivamente il servizio per gli utenti”. 

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