(Adnkronos) – “Questo campanaccio ha 80 anni, è stato regalato alla Lucy dallo zio e dalla zia. Rappresenta nostra figlia, è duro e tenace come lei”. Papà Pietro Dalmasso se la ride ed è un po’ commosso a Casa Italia Livigno, dopo il grandioso bronzo olimpico della ‘sua bambina’ nello snowboard. In mano ha un campanaccio e lo mostra compiaciuto: si vede spesso nei dintorni, ma questo ha una storia particolare. Suonato di qua e di là, ieri ha scandito la giornata memorabile di Lucia Dalmasso, bronzo a Milano Cortina 2026 nello slalom gigante parallelo. Una delle scintillanti medaglie azzurre alle Olimpiadi.
Dopo il ‘Medal moment’, a cui assiste soddisfatto, il padre dell’azzurra si lascia andare e ricorda i momenti più difficili affrontati nel percorso: “Non ha mai mollato, nemmeno dopo l’infortunio. Cambiare disciplina e passare dallo sci allo snowboard è stata una sua scelta. L’aveva confidato prima a sua madre, solo dopo l’ha detto a me”. Mamma Elena, accanto a lui, conferma e sorride dopo aver scaricato la tensione.
“L’abbiamo allenata in casa e vederla vincere una medaglia alle Olimpiadi è un’emozione nuova, indescrivibile. Siamo davvero orgogliosi per lei e per noi, ora vediamo tutto in maniera diversa”. Pietro però ci tiene a fare una precisazione: “Per noi la vittoria non è importante, conta fare sport. Lo abbiamo insegnato anche a suo fratello. Io sono nato a Limone Piemonte ma mi sono trasferito a Falcade, al centro delle Dolomiti. Qui si vive benissimo, è un posto ideale per la nostra famiglia. Non avrei potuto scegliere un posto migliore e una donna migliore”, conclude abbracciando sua moglie. Eccola, la fotografia. Dietro alla meravigliosa medaglia di Lucia, c’è una famiglia unita. E bellissima. (di Michele Antonelli, inviato a Livigno)
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