(Adnkronos) – “Il progressivo aumento dei casi di morbillo che si sta registrando negli ultimi 3 anni, accompagnato da un’età media dei pazienti superiore ai 30 anni e da un tasso di ospedalizzazione che nel 2026 si è attestato intorno al 60%, porta a fare alcune considerazioni importanti”. Così all’Adnkronos Salute l’infettivologo Massimo Andreoni, professore emerito dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata, membro del Consiglio superiore di Sanità, commentando i dati contenuti nella circolare del ministero della Salute ‘Morbillo – Analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative’, firmata da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute.
“Il primo elemento da sottolineare – osserva Andreoni – è che i casi di morbillo negli adulti possono essere particolarmente gravi e richiedere il ricovero in ospedale. Il secondo è che la principale causa di questi casi è la mancata vaccinazione, insieme alla mancata somministrazione dei richiami previsti in età adolescenziale”. Per l’infettivologo, i livelli di copertura vaccinale rappresentano un elemento di particolare attenzione: “Siamo fermi a circa l’80% di copertura. Questo dato deve essere considerato un campanello d’allarme e non va sottovalutato”.
La circolare del ministero della Salute fotografa un aumento dei casi e dei ricoveri per morbillo e segnala una particolare attenzione per Campania, Calabria, Lazio e Toscana. “Come ci ricorda il ministero della Salute – conclude Andreoni – il morbillo sta tornando a rappresentare un problema di sanità pubblica. Questo andamento ci allontana dall’obiettivo indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità, che punta all’eliminazione della malattia entro il 2030”.
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