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Migranti, convocata per martedì riunione dei ministri dell’Interno Ue su Ceuta

(Adnkronos) – E’ stata convocata per martedì 4 agosto una riunione dei ministri dell’Interno dell’Ue sull’emergenza, così come richiesto in una lettera firmata da 22 Paesi europei, con Italia e Danimarca capofila, ma senza Francia e Portogallo, i due Paesi confinanti con la Spagna. 

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha ricevuto la lettera dei 22 e quella di Sanchez, accogliendo la richiesta di una videoconferenza straordinaria per fare il punto sulla crisi. Ha voluto ribadire che contrastare la migrazione illegale richiede solidarietà e una risposta europea unita. Ha, poi, parlato della situazione a Ceuta, confermando che nessun migrante arrivato nei giorni scorsi è riuscito a raggiungere la Spagna continentale o altri Paesi Ue. La grande maggioranza è già rientrata in Marocco. Von der Leyen sottolinea la necessità di rafforzare il controllo delle frontiere, mantenere vigilanza su ogni varco e coordinamento stretto tra le autorità. La Commissione ha offerto sostegno immediato alla Spagna.  

Sale ancora, intanto, il bilancio dei migranti morti nel tentativo di raggiungere Ceuta, exclave spagnola in Africa. La Guardia Civil ha recuperato nelle ultime ore altri corpi senza vita e, secondo quanto confermato dalle autorità, sono in totale 84 i morti. 

 

L’Italia e la Danimarca hanno promosso una lettera ai vertici Ue sulla crisi migratoria a Ceuta, chiedendo una videoconferenza urgente dei ministri dell’Interno per una risposta europea coordinata. La missiva punta a prevenire attraversamenti irregolari e contrastare le reti di traffico. Francia e Portogallo non figurano tra i firmatari.  

“Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina” ha scritto la premier Giorgia Meloni su X. “Per questo l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali. È un segnale importante: la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee. La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa”.  

Il “blocco di Schengen” con la Spagna per la crisi dei migranti a Ceuta “significa solo che ti controllano il passaporto, non è una scelta da negrieri” ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato ieri al talk show ‘L’Estate del Principe’ da Augusto Minzolini. “La politica della Spagna incentiva l’immigrazione irregolare” aggiunge il vicepremier, sostenendo che “la Ue dà ragione alla linea del governo: non repressione, ma fermezza”. “Le immagini di Ceuta hanno colpito tutti per il numero di persone che hanno attraversato la frontiera” e la crisi forse “è stata provocata da un’eccessiva disponbilità spagnola”, con la regolarizzazione avviata nei mesi scorsi dei migranti irregolari, “ma anche forse da un’eccessiva disponibilità marocchina a far passare le persone attraverso la frontiere”. 

La riunione straordinaria dei ministri dell’Interno Ue è stata fissata per martedì, come annunciato dal premier irlandese Michael Martin. Il ministro Jim O’Callaghan spiega che l’incontro segue una riunione del meccanismo di risposta politica integrata alla crisi e un meeting degli ambasciatori Ue, previsto per lunedì. 

 

Di diverso tenore la lettera che il premier spagnolo Pedro Sanchez ha inviato alle istituzioni Ue per criticare le posizioni di alcuni Paesi sulla crisi migratoria di Ceuta, chiedendo un vertice urgente dei ministri dell’Interno. La mossa arriva dopo la sospensione italiana di Schengen con la Spagna. Chiede alla presidenza irlandese una riunione straordinaria per ribadire che la sicurezza delle frontiere esterne è responsabilità condivisa. Sanchez rivendica che Madrid ha ristabilito il controllo delle frontiere, assistito i migranti, rimpatriato “praticamente tutti” gli arrivi irregolari e impedito spostamenti verso altri Paesi con scarso supporto europeo. Difende, inoltre, la linea migratoria spagnola, che ha ridotto gli ingressi irregolari rendendo la Spagna “secondo confine esterno più sicuro dell’Ue”. Sanchez critica come “egoistica” e “illegittima” la proposta di escludere temporaneamente la Spagna da Schengen, definendola frutto di “pregiudizi o interessi politici”. Sottolinea che Ceuta non è nell’area Schengen e che la frontiera spagnola è tra le meno porose dell’Ue. 

 

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