(Adnkronos) – L’influenza stagionale continua a colpire milioni di italiani e il numero dei casi resta elevato su gran parte del territorio nazionale. Nelle prossime due settimana è previsto il picco ma la ‘coda’ delle infezioni potrebbe durare fino a primavera. Ma ha ancora senso – ed è utile – vaccinarsi, per chi non l’ha ancora fatto? A fare il punto la Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie (Simg). “I dati dell’ultimo aggiornamento della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto superiore di Sanità indicano che l’epidemia è entrata nella sua fase centrale, con un carico significativo sui servizi sanitari e sull’attività quotidiana dei medici”, evidenzia la Simg.
In base ai dati aggiornati al 4 gennaio, l’incidenza della patologia si aggira intorno ai 14 casi su 1000 assistiti adulti, che diventa molto più alta (circa 37 casi/1000 individui) nel caso di bambini al di sotto dei 4 anni. “Queste stime derivano dai dati settimanali forniti dalla rete dei medici sentinella – medici di medicina generale e pediatri di libera scelta – distribuiti su tutto il territorio nazionale, integrati con le segnalazioni ospedaliere. L’andamento delle prossime settimane potrà subire variazioni significative, influenzate sia dalla temporanea riduzione dei contatti legata alla chiusura delle scuole e delle attività nel periodo natalizio, sia, al contrario, dall’aumento dei contatti ravvicinati tipici delle festività”, indica la nota. Un anticipo delle curve più alte e del picco “era stato previsto e si sta verificando con un elevato numero di ricoverati per complicanze prevalentemente respiratorie. Il picco è previsto nelle prossime due settimane, tuttavia, l’esperienza degli ultimi anni indica che la coda epidemica può protrarsi fino alla primavera”, evidenzia la Simg.
“Anche se ci stiamo avvicinando al picco stagionale, non è il momento di abbassare la guardia”, sottolinea Tecla Mastronuzzi, coordinatrice macroarea prevenzione della Simg. “La circolazione dei virus respiratori resta intensa e continuerà verosimilmente anche nelle prossime settimane. È fondamentale mantenere l’attenzione ai sintomi, evitare l’uso improprio dei farmaci e proteggere in modo particolare le persone più fragili. La prevenzione, a partire dalla vaccinazione e da comportamenti responsabili, insieme al ruolo centrale della Medicina Generale, resta lo strumento più efficace per ridurre complicanze e impatto sul Ssn”.
Negli studi dei medici di medicina generale “si registra una domanda assistenziale elevata, con numerosi consulti per sintomi respiratori e sindromi simil-influenzali – spiega Tecla Mastronuzzi – Aumentano non solo le visite per febbre, tosse, malessere e difficoltà respiratorie, ma anche le richieste di orientamento clinico da parte di cittadini spesso incerti su come interpretare e gestire i primi segnali dell’infezione. Questa situazione comporta una maggiore complessità gestionale per i medici di famiglia, chiamati a conciliare l’assistenza quotidiana con l’individuazione precoce delle complicanze, soprattutto nei soggetti più fragili, e determina una crescente pressione organizzativa sugli ambulatori, che richiede un efficace triage e un attento monitoraggio dei casi sul territorio”.
Diventa pertanto ancora più importante rafforzare le misure di prevenzione e di contenimento dell’infezione. “Occorre raccomandare sempre le misure più efficaci per contrastare la diffusione dell’epidemia ricorda Alessandro Rossi, presidente Simg. “In primo luogo, la vaccinazione antinfluenzale, che risulta ancora disponibile presso gli ambulatori dei medici di medicina generale e che trova ancora utilità per una copertura efficace della coda lunga dell’epidemia stagionale. Resta fondamentale mantenere il distanziamento sociale e utilizzare le mascherine, in particolare nei luoghi affollati ed in presenza di soggetti fragili anche a casa, oltre a seguire le buone e comuni norme igieniche. Si raccomanda, inoltre, una buona idratazione sia in prevenzione che soprattutto in corso di malattia”.
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