Governo Meloni, sondaggio Youtrend: per 53% degli Italiani il Paese va nella direzione sbagliata

(Adnkronos) – Di fronte al record di longevità del governo Meloni, che supera il secondo governo Berlusconi, il 59% degli italiani ritiene che la durata in sé non conti e che contino i risultati ottenuti, mentre il 30% giudica positivo il fatto che un governo duri a lungo dopo tanti anni di instabilità; l’11% non si esprime. 

E’ quanto emerge dal sondaggio di Youtrend per Sky TG24. L’apprezzamento per la stabilità è un tratto quasi esclusivo dell’elettorato FdI (90%). Fra gli elettori di FI, Lega e Noi Moderati le due opinioni si dividono (50% stabilità, 39% risultati), mentre fra quelli di Futuro Nazionale prevale la lettura “contano i risultati” (46% contro 36%). Nel Campo Largo la stabilità in sé non è considerata un valore da circa 9 elettori su 10 (86% PD, 91% M5S). 

 

Rispetto alle aspettative del 2022, il 39% degli italiani giudica il lavoro del governo peggiore di quanto si aspettasse, il 26% in linea con le attese, l’11% migliore; il 17% dichiara di non avere avuto aspettative particolari e il 7% non si esprime.  

Secondo il sondaggio, inoltre, fra gli elettori FdI il 38% ritiene che il governo abbia fatto meglio del previsto e il 49% in linea; fra quelli di Futuro Nazionale prevale invece la delusione, con il 47% che indica “peggio di quanto mi aspettavo” (base campionaria ridotta). 

Alla domanda se l’Italia sia andata nella direzione giusta o sbagliata, il 53% risponde “direzione sbagliata” e il 31% “direzione giusta”, con il 16% di indecisi. Il giudizio ricalca le differenze politiche (97% “direzione giusta” fra gli elettori FdI, 88% “direzione sbagliata” fra quelli PD), ma anche qui gli elettori di Futuro Nazionale si dividono (57% “direzione giusta”, 41% “direzione sbagliata”). Il segmento più critico è quello dei 18-34enni (60% “direzione sbagliata”), quello meno critico gli over 50 (44% “direzione sbagliata” fra i 50-64enni). 

 

Su nessuno dei nove temi proposti i giudizi positivi raggiungono la maggioranza. Il tema in cui il governo ottiene il risultato migliore è la politica estera e il ruolo internazionale dell’Italia (33% positivi, 52% negativi, 15% non sa), seguita da immigrazione (27% positivi, 63% negativi) ed economia e crescita (26%-63%). Su lavoro e salari (24%-65%), sicurezza (24%-68%) e giustizia (22%-67%) i positivi sono poco sopra un quinto.  

Le bocciature più nette riguardano i temi che toccano direttamente il portafoglio: sanità (20% positivi, 72% negativi), tasse (18%-72%) e soprattutto costo dell’energia e delle bollette, dove i positivi si fermano al 16% contro il 76% di negativi (49% “molto negativo”).  

Le crepe raggiungono anche l’elettorato di governo. Fra gli elettori FdI il consenso è altissimo su immigrazione (84%), politica estera (84%) ed economia (79%), ma scende al 57% sulle tasse e sull’energia i negativi (49%) superano i positivi (41%). Fra gli elettori di FI, Lega e Noi Moderati i positivi sono maggioritari su politica estera (81%), economia, lavoro, immigrazione e sanità, mentre su tasse (43%-57%) ed energia (37%-62%) prevalgono i negativi. Fra gli elettori di Futuro Nazionale il giudizio è negativo su tutti i temi tranne la politica estera (47%-51%, quasi in parità), con punte di bocciatura sulla sanità (80% negativi) e sull’energia (65%) (basi campionarie ridotte). 

 

Per l’ultima manovra della legislatura- quello che emerge dal sondaggio di Youtrend per Sky TG24 – gli italiani chiedono di destinare la maggior parte delle risorse all’aiuto a famiglie e imprese sulle bollette (25%) e all’aumento della spesa sanitaria (24%), seguiti dalla riduzione delle tasse sui redditi medi (21%). Più staccati l’aumento delle pensioni più basse (9%), la riduzione del debito pubblico (8%) e la spesa per difesa e sicurezza (4%); il 9% non si esprime.  

Le priorità cambiano nettamente lungo l’asse politico: le bollette sono la prima voce fra gli elettori M5S (37%), AVS (36%) e Futuro Nazionale (30%); la sanità domina fra gli elettori AVS (46%) ed è la prima scelta anche fra gli over 65 (34%) e i laureati (33%); la riduzione delle tasse sui redditi medi è invece la priorità principale sia fra gli elettori FdI (31%) e di FI, Lega e Noi Moderati (34%) sia, un po’ a sorpresa, fra quelli del PD (35%). 

Sulla capacità del governo di affrontare il tema dei prezzi di energia e carburanti nei prossimi mesi, dopo i rincari innescati dalla crisi nel Golfo, il 68% degli italiani esprime poca (26%) o nessuna (42%) fiducia, contro il 20% che ne ha molta o abbastanza; il 12% non si esprime. La sfiducia è pressoché unanime nel Campo Largo (91% PD, 95% M5S, 97% AVS) e coinvolge anche metà degli elettori di FI, Lega e Noi Moderati (49%) e il 56% di quelli di Futuro Nazionale; solo fra gli elettori FdI la fiducia è maggioritaria (67%). Sull’immigrazione, dopo il caso di Ceuta e la sospensione degli accordi di Schengen con la Spagna, la fiducia è più alta ma resta minoritaria: il 28% ha molta o abbastanza fiducia nella capacità del governo di gestire il tema, il 64% poca o nessuna, l’8% non sa. L’elettorato di governo è più compatto che sull’energia (88% di fiducia fra gli elettori FdI, 64% fra quelli di FI, Lega e NM), mentre gli elettori di Futuro Nazionale si dividono esattamente a metà (50% fiducia, 49% sfiducia). 

 

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