(Adnkronos) – Smettere di fumare le sigarette per milioni di persone è una scelta che deve prevedere “delle politiche e oggi le migliori sono quelle che offrono ai fumatori alternative alle sigarette che li soddisfino e che siano meno pericolose. Ora sappiamo che c’è una buona base scientifica a supporto del fatto che questi prodotti alternativi, che non bruciano il tabacco e non generano combustione, sono meno pericolosi. Sappiamo anche, e dobbiamo educare i fumatori, che la nicotina non è la causa di nessuna malattia legata al fumo. Questi due concetti possono essere alla base di una riduzione dei fumatori e salvare vite”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Brad Rodu, professore emerito dell’università della Louisiana (Usa) ed esperto di politiche della riduzione del fumo, tra i relatori della conferenza ‘Technovation-smoke free’ promossa a Stoccolma da Philip Morris International.
“Per alcune persone la dipendenza potrebbe non essere eliminabile o riducibile – continua – Sono fumatori che non riescono a smettere. Ecco perché è così importante poter offrire loro altri modi per soddisfare la dipendenza senza incorrere nei pericoli del fumo. Possiamo provare a dare consigli e lezioni comportamentali per aiutarli a spostare la loro mente dalla nicotina – suggerisce – ma non possiamo rimuovere del tutto il bisogno di nicotina di alcuni fumatori. Ma possiamo aiutare queste persone dando loro alternative che siano molto più sicure”.
Dal punto di vista della sanità pubblica quanto sarebbe importante distingure i prodotti legati al fumo in base al loro rischio? “Sarebbe estremamente importante – avverte – Voglio dire, se guardiamo alla società, trattiamo le auto tutte allo stesso modo? Siamo contrari alle auto mal fatte e che presentano molti pericoli. Le sigarette tradizionali presentano molti pericoli, mentre è documentato che lo ‘snus’, le ‘nicotine pouches’, le e-cig e il tabacco riscaldato sono molto più sicuri. Quindi perché dovremmo trattarli in modo identico alle sigarette? Non ha alcun senso logico farlo”.
Perché l’Oms mantiene il punto sui prodotti alternativi considerandoli ancora quasi alla stregua delle sigarette? “L’Oms sembra sia fortemente influenzato da Michael Bloomberg, uno dei maggiori contribuenti dell’Oms, e Bloomberg è indiscutibilmente un proibizionista del tabacco e della nicotina. Non capisce la scienza – sottolinea il medico – Credo che abbia influenzato in modo schiacciante l’Oms per essere un’organizzazione proibizionista. Ecco l’identico approccio che hanno verso tutti i prodotti con tabacco e con nicotina”.
Vede nel futuro una cambiamento dell’Oms? “Ho visto l’Iarc (Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro) peggiorare non solo per quanto riguarda il tabacco, ma anche per altri agenti. Hanno iniziato a sviluppare un’intera rete non solo di organizzazioni, ma anche di avvocati, studi legali per opporsi ad altri prodotti. E semplicemente – conclude Rodu – non capisco perché stiano adottando un approccio così antiscientifico a tutti questi prodotti. Gli oppositori dei prodotti alternativi al fumo non si impegneranno mai in alcun dibattito pubblico con persone come me e io faccio questo da 32 anni”.
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