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I giovani italiani si confidano con l’IA soprattutto sulla scuola più che in qualsiasi altro paese europeo, ma sono i meno propensi a seguirne i consigli

COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

 

Roma, 8 luglio 2026 — Tra gli adolescenti italiani intervistati che si sono rivolti ai chatbot di intelligenza artificiale per motivi personali, le questioni scolastiche sono state l’argomento di discussione più frequente (49%), la percentuale più alta tra i paesi europei oggetto dell’indagine. I motivi legati agli amici o alle relazioni sentimentali restano al secondo posto, con il 20%. È quanto emerge da uno studio europeo commissionato da
GoStudent
e condotto su un campione di 500 genitori italiani e i rispettivi figli di età compresa tra gli 11 e i 17 anni. 

 

Per gli adolescenti italiani, l’intelligenza artificiale è diventata parte integrante dello studio. Il 66% afferma di sentirsi più sicuro nel consegnare un compito perché un chatbot lo ha aiutato a migliorarlo, e il 79% dichiara di sentirsi più a proprio agio perché l’IA aiuta a comprendere gli argomenti abbastanza bene da poterli poi affrontare da soli. 

Il panorama dello studio, tuttavia, rimane ambivalente. Accanto ai benefici, l’IA lascia tracce di insicurezza: più della metà dei ragazzi (52%) che la usano si sente meno capace di svolgere lo stesso compito da solo, ad esempio in una verifica scritta, e la metà (50%) teme di essere sospettata di aver usato un chatbot anche quando non lo ha fatto. L’IA aiuta con i compiti a casa, ma per molti mina la fiducia nelle proprie capacità. 

 

Sul fronte emotivo, il 51% degli adolescenti italiani intervistati ammette di essersi confidato con un chatbot su un argomento personale prima ancora di parlarne con un genitore, un amico, un insegnante o un’altra persona di fiducia. Nonostante ciò, pur consultando spesso l’IA, i ragazzi italiani sono i più diffidenti nei confronti di ciò che dicono i chatbot. Solo l’8% ritiene che l’IA fornisca risposte più utili rispetto a una persona reale, la percentuale più bassa tra i cinque Paesi analizzati e ben al di sotto del 19% della Germania. 

Solo il 56% ha messo in pratica nella vita reale un consiglio ricevuto da un chatbot e, tra chi lo fa, il 62% ne parla comunque con un adulto di riferimento, come un genitore o un insegnante. Un segno del fatto che, anche quando l’IA spinge a un’azione concreta, molti ragazzi cercano ancora il confronto umano. 

 

La preoccupazione dei genitori resta alta. Il 38% degli intervistati italiani teme soprattutto che l’uso dell’IA come supporto emotivo possa compromettere la capacità dei figli di legare con persone reali (una percentuale superiore a qualsiasi altro Paese), mentre il 34% è preoccupato per la sicurezza e il contenuto dei consigli forniti. Solo il 12% si dice rassicurato dal sapere che il proprio figlio ha trovato un modo per gestire le proprie emozioni: il dato più basso tra i cinque Paesi, a fronte del 25% della Germania. 

 

“Non sorprende che in Italia i ragazzi si rivolgano all’IA principalmente per la scuola: la pressione sui risultati accademici è reale e cercano risposte dove possono trovarle più rapidamente. Ciò che conta è che l’IA rimanga uno strumento e non un sostituto delle relazioni umane”, afferma Felix Ohswald, CEO e Co-Founder di GoStudent. “I nostri dati mostrano che quando un consiglio porta a un’azione concreta, molti ragazzi ne parlano ancora con un adulto di fiducia. È lì che dobbiamo essere presenti, come genitori, insegnanti e professionisti dell’istruzione, per guidarli anziché lasciarli soli.” 

 

GoStudent è una delle piattaforme di ripetizioni e istruzione leader a livello mondiale, che aiuta le famiglie ad accedere a un supporto personalizzato e su misura per le esigenze di ogni studente. Fondata a Vienna, in Austria, nel 2016 da Felix Ohswald (CEO) e Gregor Müller (COO), l’azienda unisce tutor esperti, tecnologia innovativa e apprendimento online e in presenza per aiutare gli studenti a sviluppare fiducia in se stessi e a raggiungere il proprio potenziale accademico. 

 

GoStudent offre un apprendimento personalizzato attraverso molteplici canali e formati grazie al suo ecosistema in continua crescita di marchi educativi, tra cui Seneca Learning, Tus Media, Studienkreis e LernQuadrat. Oggi la rete comprende circa 1.000 centri di ripetizioni in tutta Europa, in città come Barcellona, Madrid, Milano, Vienna, Lione e Istanbul. 

 

Insieme, questi marchi supportano milioni di studenti e famiglie attraverso un sostegno educativo flessibile e di alta qualità, progettato per soddisfare le esigenze di ogni studente. Per saperne di più:
www.gostudent.org

 

Contatti:
GoStudent
carlotta.falbo@tusmedia.com
 

COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Responsabilità editoriale di GoStudent

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