[evp_embed_video url="https://video.adnkronos.com/Assets/Video/20250404/ADN_Buoni_postali_titoli_Stato.mp4" autoplay="true"] (Adnkronos) – Dopo una lunga attesa, dal 3 aprile, è possibile calcolare il proprio ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) senza considerare buoni postali e titoli di Stato fino al valore di 50.000 euro. Il cambio di passo, però, arriva in corso d’anno e l’adeguamento alle novità non è automatico. Chi intende beneficiare di questa agevolazione deve presentare una nuova DSU, Dichiarazione Sostitutiva Unica, con i dati anagrafici, patrimoniali e reddituali di tutti i componenti del nucleo familiare. Le novità contenute nella Manovra approvata a fine 2023 diventano pienamente operative con l’approvazione della nuova documentazione per calcolare l’ISEE da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento per il calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, il Decreto con il modello e le istruzioni aggiornate per la DSU è stato pubblicato il 2 aprile, e rappresenta la tappa finale del processo di attuazione dell’esclusione di titoli di Stato e buoni postali. In particolare, non avranno più peso fino al valore di 50.000 euro le seguenti voci: ● titoli di Stato: ○ Buoni Ordinari del Tesoro – Bot; ○ Buoni del Tesoro Poliennali – Btp (tutte le categorie); ○ Certificati di Credito del Tesoro – CCTeu. ● buoni fruttiferi postali, compresi quelli trasferiti allo Stato; ● libretti di risparmio postale. Dal punto di vista pratico, le famiglie avranno la possibilità di avere una attestazione ISEE più bassa con la conseguenza di accedere, eventualmente, a nuove agevolazioni o a misure di sostegno con importi lievemente più alti. È il caso, ad esempio, dell’assegno unico. L’adeguamento alle nuove regole, però, non è automatico: serve presentare una nuova Dichiarazione Sostituiva Unica. Mentre chi non ha titoli di Stato e buoni postali da escludere e ha già calcolato l’ISEE per il 2025 può conservare la certificazione fino alla fine dell’anno. Per chi ha la possibilità di beneficiare della nuova agevolazione sono, di fatto, due le situazioni possibili: ● coloro che hanno già una certificazione per il 2025, dovranno ricalcolare l’ISEE per poter escludere buoni postali e titoli di Stato; ● coloro che, invece, hanno atteso l’attuazione delle novità presenteranno la DSU direttamente con le nuove regole e l’Indicatore sarà valido fino al 31 dicembre. Procedere con una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica resta, però, sempre una scelta delle famiglie e non è in alcun modo un obbligo. Dal punto di vista operativo è possibile procedere anche in autonomia sul portale dell’INPS. Chi, invece, avrà necessità di rivolgersi a un CAF, anche per orientarsi tra le novità, dovrà pagare il servizio offerto, se ha già presentato una DSU nei primi mesi del 2025. Nonostante la necessità di ricalcolare l’ISEE nasca dalle novità normative, per la procedura bisognerà sostenere un costo fino a un massimo di 25 euro. —economia/fiscowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
ISEE senza titoli di Stato e buoni postali: serve una nuova DSU
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