9.1 C
Pistoia
mercoledì 11 Febbraio 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Paternità e genetica, ecco cosa fare (e cosa evitare) tre mesi prima del concepimento

Un test di gravidanza positivo e l’inizio dei nove mesi di attesa: è lì che la futura mamma cura la dieta e si preoccupa della propria salute fisica, mentre il futuro papà spesso si sente un “osservatore esterno”. Ma la scienza ha appena demolito questa vecchia idea. Una ricerca internazionale pubblicata la scorsa settimana su Nature ha rivelato che lo spermatozoo non è solo un pacchetto di geni, ma una vera e propria “scatola nera” che registra lo stile di vita dell’uomo nei mesi precedenti al concepimento.

Questi dati molecolari influenzano direttamente la salute futura del bambino: cari papà, ecco cosa fare (e cosa evitare) tre mesi prima del concepimento.

Il registro biologico della salute

La ricerca, coordinata dagli scienziati Giuseppe Novelli dell’Università di Roma Tor Vergata e Sergio Pecorelli dell’Università di Brescia, insieme a esperti del Mount Sinai di New York, spiega che il padre trasmette al figlio un fondamentale “messaggio epigenetico”. Se il Dna rappresenta il patrimonio genetico ereditato, l’epigenetica agisce come una guida operativa che impartisce ordini precisi alle cellule del nascituro su come svilupparsi.

Lo spermatozoo, infatti, non è un semplice contenitore di geni, ma un messaggero attivo che trasporta molecole specifiche, come la metilazione del Dna e piccoli frammenti di Rna, in grado di “accendere” o “spegnere” geni vitali per la crescita del feto. Questo prezioso archivio di istruzioni biologiche viene modellato e aggiornato proprio durante i mesi in cui lo sperma matura, registrando gli effetti dello stile di vita del padre.

Attenzione al calore: un nemico invisibile

Una delle scoperte più interessanti riguarda il rapporto con il calore. Lo studio definisce le alte temperature come un “epimutageno”, ovvero un fattore capace di alterare le istruzioni chimiche dello sperma. L’esposizione al calore, che provenga da saune, bagni caldi frequenti o ambienti di lavoro surriscaldati, può silenziare geni cruciali per la fertilità e la salute della prole.

Oltre al calore, i ricercatori mettono in guardia contro gli “inquinanti eterni” come i Pfas. sostanze chimiche presenti in molti oggetti quotidiani, ma anche metalli pesanti e persino gli additivi dei cibi eccessivamente processati, che lasciano un’impronta negativa sulla salute del nascituro.

La “finestra di opportunità”: cosa fare concretamente

La buona notizia è che questo messaggio epigenetico è reversibile. Poiché gli spermatozoi si rinnovano continuamente, i mesi che precedono il concepimento rappresentano una “finestra di opportunità” in cui il papà può letteralmente “ripulire” le informazioni che tramanderà. Ecco i consigli che emergono dalle nuove linee guida proposte dai ricercatori:

  • Gestione del peso e dieta: l’obesità e una cattiva alimentazione alterano i segnali metabolici inviati al bambino.
  • Evitare il calore eccessivo: ridurre l’uso di saune e idromassaggi e proteggersi se si lavora in ambienti caldi.
  • Ridurre l’esposizione ai tossici: limitare il contatto con inquinanti noti e preferire cibi freschi rispetto a quelli industriali.

Una responsabilità condivisa

L’importanza di questo studio è tale che gli autori chiedono un cambio di rotta nelle politiche sanitarie: la salute del bambino non deve più essere considerata una responsabilità solo materna. La preparazione a una gravidanza deve diventare un percorso di coppia. Come conclude il professor Novelli e il suo team, ignorare il contributo del padre significa trascurare un pilastro fondamentale della salute pubblica delle prossime generazioni. Il tempo di agire è ora, e inizia tre mesi prima di quel test di gravidanza positivo.

 

Fertilità

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Pistoia
cielo coperto
9.1 ° C
10.4 °
8 °
88 %
0.9kmh
100 %
Mer
9 °
Gio
8 °
Ven
9 °
Sab
5 °
Dom
9 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS