Congedo di maternità senza domanda: come funziona la novità Inps che parte dal certificato di gravidanza

Il medico invia il certificato di gravidanza e l’Inps prepara automaticamente la pratica per il congedo di maternità, senza che la lavoratrice debba compilare una domanda. È il sistema che l’Istituto ha iniziato a sperimentare a Bologna, insieme ad alcune aziende dell’Emilia-Romagna, per alleggerire gli adempimenti che accompagnano l’arrivo di un figlio.

Il progetto, presentato presso la Direzione regionale Inps, sfrutta informazioni già disponibili negli archivi dell’Istituto: il certificato telematico di gravidanza, i dati sul rapporto di lavoro e quelli contributivi comunicati dalle imprese. L’obiettivo è collegare queste informazioni per avviare la pratica senza chiedere alla futura madre di trasmettere nuovamente dati che l’amministrazione possiede già.

“Per anni abbiamo chiesto alle donne di dimostrare il proprio diritto, oggi è lo Stato che lo riconosce per primo”, ha dichiarato il presidente dell’Inps Gabriele Fava, annunciando un modello che punta ad anticipare la richiesta della lavoratrice anziché aspettare che sia lei ad attivare la procedura.

La novità riguarda per ora soltanto la sperimentazione avviata a Bologna. Per le altre lavoratrici resta necessario seguire le procedure ordinarie, ma il progetto potrebbe aprire la strada a una gestione del congedo nella quale l’accesso alla tutela non dipende più dalla compilazione di una domanda separata.

Congedo di maternità, cosa cambia rispetto a oggi

Il certificato di gravidanza viene già trasmesso all’Inps per via telematica da un medico del Servizio sanitario nazionale o convenzionato. Ma l’invio del documento non basta ad attivare il congedo: oggi la lavoratrice dipendente deve presentare una specifica domanda, normalmente prima dei due mesi che precedono la data presunta del parto, attraverso il sito dell’Istituto, il Contact Center o un patronato.

Con la sperimentazione, invece, proprio quel certificato diventa il punto di partenza della pratica. L’Inps utilizza le informazioni già presenti nei propri archivi per predisporre automaticamente la documentazione necessaria, riducendo i passaggi richiesti alla lavoratrice e all’azienda.

“Innovare significa anche eliminare una domanda, non soltanto digitalizzarla”, ha spiegato Massimiliano D’Angelo, direttore centrale Tecnologia, informatica e innovazione dell’Inps. “Con la sperimentazione sul congedo di maternità mettiamo a fattore comune i dati già in possesso dell’Istituto per ridurre gli adempimenti a carico di lavoratrici e imprese”.

Una parte del lavoro viene svolta attraverso UniEmens, il sistema con cui i datori di lavoro trasmettono mensilmente all’Inps le informazioni sulle retribuzioni e sui contributi dei dipendenti. Incrociando questi dati con quelli della gravidanza, l’Istituto può predisporre la pratica senza attendere che tutte le informazioni vengano inserite nuovamente.

Antonio Pone, direttore generale vicario e direttore centrale Entrate contributive dell’Inps, ha indicato proprio nell’utilizzo dei flussi UniEmens uno degli elementi centrali della sperimentazione. Le informazioni sono già digitali; il cambiamento consiste nel farle dialogare per semplificare l’accesso alla prestazione.

La nuova procedura non modifica invece la durata del congedo obbligatorio, che rimane di cinque mesi. La formula ordinaria prevede due mesi prima del parto e tre dopo, ma le lavoratrici possono scegliere, in presenza delle condizioni mediche richieste, di assentarsi un mese prima e quattro dopo oppure di utilizzare tutti e cinque i mesi successivamente alla nascita.

Rimangono anche le disposizioni specifiche previste per le gravidanze a rischio e per i casi nei quali le mansioni lavorative siano incompatibili con lo stato di gravidanza. La sperimentazione riguarda dunque le modalità amministrative di accesso al congedo, senza introdurre nuove indennità o modificare le tutele esistenti.

Dalla domanda online alla pratica automatica

Negli ultimi anni l’Inps ha progressivamente trasferito online le procedure dedicate alla maternità. La presentazione delle domande, la consultazione delle pratiche e la trasmissione dei documenti possono già avvenire attraverso i servizi digitali dell’Istituto.

A febbraio 2026 è stato inoltre presentato il Portale della Famiglia e della Genitorialità, che raccoglie in un unico ambiente digitale 40 prestazioni Inps e circa 300 servizi di altre amministrazioni, dall’assegno unico ai bonus per i figli, fino alle informazioni sui congedi e sull’assistenza familiare.

Il progetto avviato a Bologna compie un passaggio differente: la lavoratrice non dovrebbe più cercare il servizio, accedere alla piattaforma e presentare una richiesta per una prestazione che l’Istituto può già individuare attraverso i dati disponibili.

“Il progetto parte dal certificato telematico di gravidanza e utilizza i dati già disponibili per predisporre automaticamente la pratica, superando l’onere della domanda a carico della lavoratrice”, ha spiegato Maria Sciarrino, direttrice centrale Ammortizzatori sociali dell’Inps.

Anche il lavoro degli uffici potrebbe cambiare. Le procedure automatiche consentirebbero di ridurre le operazioni ripetitive, lasciando agli operatori più tempo per le pratiche che richiedono verifiche particolari o l’esame di situazioni complesse.

Per le aziende coinvolte, invece, il sistema punta a limitare la duplicazione degli adempimenti. Le informazioni contributive vengono già inviate periodicamente all’Inps e potranno essere utilizzate per predisporre la documentazione relativa al congedo.

Il nuovo modello viene definito proattivo perché è l’amministrazione ad avviare il procedimento, anziché attendere una richiesta. L’utilizzo dei dati già acquisiti diventa così il presupposto per riconoscere più rapidamente una tutela prevista dalla legge.

La sperimentazione parte da Bologna: quando arriverà nel resto d’Italia?

Il progetto coinvolge alcune imprese dell’Emilia-Romagna che hanno aderito alla fase sperimentale, insieme alle strutture territoriali dell’Inps e ai professionisti incaricati della gestione amministrativa del lavoro. La scelta di partire da un gruppo circoscritto di aziende permetterà di verificare il funzionamento delle procedure e il collegamento tra le banche dati, prima di valutare l’estensione del modello.

L’Istituto non ha ancora indicato una data per l’applicazione nazionale. Il presidente Gabriele Fava ha però annunciato l’intenzione di portare il sistema oltre l’Emilia-Romagna, collegando il progetto a una più ampia riorganizzazione dei servizi per le famiglie.

“Partiamo dall’Emilia-Romagna, terra di impresa e di innovazione sociale, per consegnare presto questo modello a tutto il Paese”, ha dichiarato Fava, aggiungendo che “la natalità si sostiene con i fatti, e il primo fatto è uno Stato che arriva in tempo”.

Per chi non partecipa alla sperimentazione, nel frattempo, nulla cambia. La domanda di congedo di maternità deve ancora essere presentata secondo le modalità indicate dall’Inps e il certificato telematico di gravidanza continua a essere un adempimento necessario, distinto dalla richiesta della prestazione.

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Famiglia

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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