18 C
Pistoia
venerdì 8 Maggio 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Colf e badanti, ne serviranno oltre 2,2 milioni entro il 2029

Il welfare italiano poggia su fondamenta sempre più fragili, sostenute da un esercito di lavoratori domestici che, pur essendo la colonna portante della cura familiare, restano spesso invisibili nelle agende politiche. Il quadro che emerge dal nuovo Paper commissionato da Assindatcolf (Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico) al Centro studi e ricerche Idos non è incoraggiante: entro il 2029, l’Italia avrà bisogno di almeno 2 milioni e 211 mila lavoratori domestici.

Il rapporto, intitolato “Indispensabili ma sottovalutati: il fabbisogno di lavoratori domestici stranieri nell’Italia che invecchia”, evidenzia come nei soli tre anni tra il 2027 e il 2029 il fabbisogno crescerà di circa 122 mila unità (oltre 40 mila nuovi ingressi l’anno), con una componente straniera che coprirà il 69% della domanda totale.

I “Baby Boomer” diventano grandi anziani

Dietro questo scenario, c’è un dato: l’Italia detiene un primato di longevità. Con una speranza di vita media di 83,7 anni (terzo posto nell’Ue), le proiezioni per il 2050 vedono un ulteriore innalzamento a 84,3 anni per gli uomini e 87,8 per le donne. Tuttavia, a fronte di una vita più lunga, la fascia di popolazione attiva è destinata a crollare dal 63,5% attuale al 54,3% del 2050.

Questo squilibrio si riflette immediatamente sulla richiesta di cure. Alla fine del 2026, su 15 milioni di over 65, circa 2,2 milioni necessiteranno di aiuto (il 14,6% del totale). Le differenze regionali sono marcate: se al Nord (Valle d’Aosta, Trentino e Veneto) la quota di anziani bisognosi è del 12%, al Sud e nelle Isole (Molise, Abruzzo, Basilicata e Sardegna) si impenna fino al 19%. Eppure, paradossalmente, l’offerta di lavoro si concentra nel Centro-Nord (con punte del 52% in Lazio e Toscana), mentre in regioni come Campania, Sicilia e Calabria si ferma al 32%.

Il profilo del mercato: colf, badanti e il nodo straniero

Nel 2029, la domanda specifica si dividerà tra 1 milione e 68 mila badanti (di cui il 73,4% stranieri) e 1 milione e 144 mila colf (di cui il 64,8% stranieri). Per coprire questo fabbisogno, servirebbero ogni anno circa 24 mila nuovi lavoratori non comunitari.

Un dato preoccupante riguarda l’invecchiamento degli stessi lavoratori stranieri: la quota di over 65 tra la popolazione straniera è quasi triplicata dal 2012. Nel settore domestico, nel 2024, oltre l’11% dei lavoratori era già oltre la soglia dei 65 anni. Il dato è ancora più eclatante per le badanti donne: quelle over 65 sono passate dal 4,3% del 2015 al 16% nel 2024. Molte di queste lavoratrici rimangono attive per necessità economica, nonostante le carriere poco tutelate e l’usura fisica del mestiere.

L’appello degli esperti: “Il sistema rischia di crollare”

Il vicepresidente di Assindatcolf, Alessandro Lupi, ha lanciato un monito chiaro sulla necessità di una programmazione a lungo termine per i flussi migratori: “Il dato dei circa 24mila lavoratori non comunitari indica con chiarezza il fabbisogno familiare atteso per il 2029, Si tratta di una quota che auspichiamo possa trovare spazio nella futura programmazione dei flussi, che attualmente si ferma al 2028. In assenza di una sua prosecuzione, il rischio è una vera e propria implosione del sistema dell’assistenza familiare, pilastro del welfare pubblico, con famiglie sempre più anziane che non riescono a trovare sul mercato del lavoro una manodopera disponibile, anch’essa sempre più anziana: con il paradosso di avere assistenti familiari chiamate a prendersi cura degli anziani quando esse stesse si avvicinano a una condizione di bisogno assistenziale”.

Sulla stessa linea il presidente di Idos, Luca Di Sciullo, che punta il dito sulla necessità di riforme strutturali per combattere l’illegalità del settore: “In un comparto di vitale importanza per il welfare nazionale come la cura dei familiari e il lavoro domestico, massicciamente dipendente dalla manodopera straniera soprattutto femminile, sarebbe auspicabile che, al raggiunto allineamento delle quote dall’estero al fabbisogno effettivo, segua una seria revisione dei meccanismi di ingresso e di assunzione, che combatta efficacemente abusi, sfruttamento, irregolarità ed evasione, che da decenni affliggono i rapporti di lavoro nel comparto”.

Welfare

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Pistoia
cielo coperto
18 ° C
18.3 °
15.2 °
54 %
5.8kmh
100 %
Ven
18 °
Sab
18 °
Dom
10 °
Lun
14 °
Mar
14 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS