Violenza sulle donne, tra le giovani è in aumento: quasi una su tre ha subito molestie o abusi sessuali. Italiane più colpite delle straniere

Le italiane più delle straniere, le ragazze più delle donne adulte. La nuova fotografia della violenza contro le donne in Italia contiene due risultati che colpiscono, soprattutto se letti insieme: le cittadine italiane dichiarano di aver subito più violenze fisiche e sessuali rispetto alle straniere, mentre tra le giovani di 16-24 anni quasi una su tre ha subito una violenza sessuale, comprese le molestie con contatto. E proprio tra le più giovani, a differenza di quanto accade nel resto della popolazione femminile, il fenomeno risulta in forte aumento rispetto a undici anni fa.

I dati arrivano dal Rapporto BES 2026 dell’Istat, che aggiorna gli indicatori sulla violenza contro le donne sulla base delle esperienze riferite dalle intervistate nei cinque anni precedenti la rilevazione. A livello nazionale la violenza fisica dichiarata è leggermente diminuita rispetto al 2014, così come quella commessa dal partner o dall’ex partner, mentre la violenza sessuale è rimasta sostanzialmente stabile. Ma le medie nascondono differenze importanti, soprattutto quando si confrontano cittadinanza ed età.

Perché le italiane dichiarano più violenze delle straniere

Il dato emerge con chiarezza dal confronto sulla cittadinanza. Nei cinque anni precedenti l’intervista, il 7,3% delle italiane ha subito una violenza sessuale, contro il 4,2% delle straniere. Anche le violenze fisiche risultano più frequenti tra le prime, sebbene con una differenza meno marcata.

La spiegazione, però, richiede di distinguere le diverse forme di violenza. Secondo l’Istat, la distanza nelle violenze sessuali dipende soprattutto dalle molestie con contatto, subite più frequentemente dalle italiane al di fuori della coppia. Quando si considerano stupri e tentati stupri, invece, non emergono differenze tra italiane e straniere. E non si registrano differenze statisticamente significative neppure per le violenze fisiche o sessuali commesse dal partner o dall’ex partner.

Un altro elemento da considerare è il modo in cui vengono raccolti i dati. L’indagine non conta soltanto gli episodi denunciati alla polizia, ma quelli raccontati direttamente dalle intervistate. L’Istat osserva che fattori culturali e sociali possono influenzare la capacità di riconoscere una violenza e di riferirla durante una rilevazione. Le differenze per cittadinanza, quindi, non possono essere interpretate come la prova che le donne straniere siano meno esposte a ogni forma di violenza.

Il confronto con il 2014 aggiunge un dettaglio significativo: tra le straniere sono diminuite tutte le tipologie di violenza considerate, con un calo particolarmente evidente di quella fisica, passata dal 9,3% al 4,6%. Tra le italiane, invece, alla diminuzione delle violenze fisiche e di quelle nella coppia si accompagna un aumento delle violenze sessuali dichiarate, salite dal 6,4% al 7,3%.

Quasi una ragazza su tre ha subito violenza sessuale

È soprattutto guardando alle giovani che emerge il cambiamento più marcato. Nel 2025 quasi tre ragazze di 16-24 anni su dieci dichiarano di aver subito una violenza sessuale, comprese le molestie con contatto. Nel 2014 erano circa una su sei. In undici anni la quota è passata dal 16,7% a quasi il 30%, mentre nelle altre fasce di età il fenomeno risulta stabile o in diminuzione.

Le più giovani presentano anche la maggiore frequenza di violenze fisiche e di episodi all’interno delle relazioni sentimentali. Tra quelle che hanno o hanno avuto un partner, più di una su dieci riferisce violenze fisiche o sessuali nella coppia. Sono percentuali che diminuiscono progressivamente con l’età e che rendono la fascia tra i 16 e i 24 anni quella con i valori più elevati per tutte le forme considerate dall’indagine.

L’aumento delle violenze sessuali dichiarate non significa necessariamente che gli episodi effettivamente commessi siano cresciuti nella stessa misura. Una maggiore consapevolezza delle molestie e una maggiore disponibilità a riconoscere e raccontare comportamenti violenti possono contribuire all’emersione del fenomeno. I dati non permettono però di stabilire quale parte dell’aumento dipenda da questi fattori.

La maggiore esposizione delle giovani si accompagna a una diffusa preoccupazione per la sicurezza personale. Quasi una ragazza tra i 14 e i 19 anni su due teme che una violenza sessuale possa colpire sé stessa o un familiare. E tra i 20 e i 24 anni, quando si tratta di camminare da soli al buio, quasi tre uomini su quattro si sentono sicuri, mentre tra le donne coetanee la quota non arriva alla metà.

C’è infine la forma più estrema della violenza di genere. Nel 2024, secondo le stime dell’Istat basate sui criteri statistici delle Nazioni Unite, in Italia si sono verificati 106 femminicidi su 116 omicidi con vittime donne. Nel 2023 erano stati 96. La classificazione tiene conto del rapporto tra vittima e autore e delle circostanze dell’omicidio, distinguendo i delitti legati al genere dagli altri omicidi di donne.

Il dato sui femminicidi misura un fenomeno diverso dalle violenze riferite nelle interviste e non può essere confrontato direttamente con quelle percentuali. Il quadro complessivo del BES mostra tuttavia una realtà tutt’altro che uniforme: alcuni indicatori migliorano, mentre tra le ragazze più giovani le violenze sessuali dichiarate aumentano sensibilmente. È proprio questa differenza generazionale, più che la media nazionale, a rappresentare uno degli aspetti più significativi della nuova fotografia Istat.

 

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Popolazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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