Un contributo di 500 euro per ogni neomamma dal 2027: ecco ‘Si nasce in Toscana’

FIRENZE – Dieci milioni di euro per sostenere la natalità e rafforzare il welfare regionale. È il progetto Si nasce in Toscana, annunciato oggi dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che prevede un contributo di 500 euro per ogni neo mamma a partire dal 2027, con l’entrata in vigore del nuovo bilancio regionale.

La novità è stata anticipata nel corso di un appuntamento dedicato alla natalità in Toscana, organizzato insieme all’Agenzia regionale di sanità (Ars), alla presenza del commissario Giovanni Grasso e di Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia dell’Ars.

“Questo provvedimento – ha spiegato Giani – si inserisce nel sistema di welfare toscano, insieme alle misure per gli asili nido gratuiti e ai libri gratuiti. Vogliamo che le donne sentano che le istituzioni sono loro vicine nella maternità e nei servizi che offrono” . 

La misura, così come illustrata dal presidente, prevederebbe cinque milioni di euro di risorse regionali destinati al contributo di 500 euro per le madri, come segno concreto della vicinanza delle istituzioni nel momento della nascita di un figlio. Altri cinque milioni, provenienti dal Fondo sociale europeo, saranno destinati al sostegno delle donne lavoratrici, secondo criteri di reddito e nel rispetto delle regole di utilizzo delle risorse, con particolare attenzione alle spese per i servizi per l’infanzia per conciliare lavoro e famiglia.

Alla base dell’iniziativa c’è il quadro demografico regionale, approfondito dallo studio di Ars, che ha analizzato l’andamento della natalità anche a livello comunale. I dati illustrati evidenziano una tendenza di lungo periodo: in Toscana si è passati dagli oltre 33mila nati del 2008 a poco più di 20mila nel 2025.

“La natalità non è più soltanto un fatto statistico, ma è diventata un fatto politico – ha sottolineato Giani -. L’Italia è il paese dell’Unione europea con il più basso livello di natalità e la Toscana si colloca al quintultimo posto tra le regioni italiane. Dobbiamo interrogarci sul rapporto tra le persone che nascono e quelle che vengono a mancare. Quando lo scarto diventa così ampio, siamo di fronte a una questione che riguarda il futuro della nostra comunità”.

Il contributo previsto da Si nasce in Toscana si inserisce, ha spiegato ancora il presidente, in una strategia più ampia, che punta a collegare il sostegno economico alla maternità con l’accesso ai servizi per l’infanzia e le politiche per l’occupazione femminile. L’obiettivo è intervenire sulle difficoltà che possono accompagnare la scelta di avere un figlio, a partire dai costi dei servizi e dalla necessità di conciliare la vita familiare con quella professionale. Le misure saranno definite nell’ambito della predisposizione del bilancio regionale 2027 e successivamente declinate attraverso gli appositi criteri attuativi.

Accanto agli interventi economici, la Regione intende valorizzare anche le comunità locali che registrano i risultati più significativi sul fronte della natalità. Giani ha annunciato l’intenzione di organizzare una giornata dedicata ai dieci Comuni toscani con i più alti livelli di natalità, ai quali sarà conferito un riconoscimento regionale.

La ricerca di Ars

Sulla scia di questo annuncio sono stati illustrati i dati della ricerca Ars che hanno evidenziato come in Toscana il numero delle nascite (dati Istat) sia in calo dal 2008: dai 33.610 bambini nati in quell’anno si è passati ai 19.908 del 2025, 841 in meno rispetto all’anno precedente e 7009 rispetto al 2016 (-26%). Una diminuzione che si inserisce in una tendenza di lungo periodo, sulla quale hanno inciso anche le difficoltà economiche e gli effetti della pandemia da Covid-19. Il tasso di natalità regionale è passato da 9,2 nati per mille abitanti del 2008 a 5,4 nel 2025, contro 6,0 in Italia e 7,9 nell’Unione europea (dato 2024, ultimo anno disponibile). Tra le regioni italiane il Trentino-Alto Adige ha il tasso più alto (7,7), in coda la Sardegna con 4,1.

Ma il cambiamento non riguarda soltanto il numero dei nati: diminuiscono le donne in età riproduttiva, si diventa genitori più tardi e si fanno meno figli. I dati dell’Agenzia regionale di sanità (Ars) Toscana aiutano a leggere questa evoluzione e le differenze tra i territori. L’agenzia, per approfondire, mette a disposizione, liberamente consultabile, anche il portale Nascere in Toscana [https://www.ars.toscana.it/14-nascereintoscana], con i dati del certificato di assistenza al parto che analizzano la salute di mamme e neonati durante il percorso nascita: numeri regionali, con dettaglio per ospedale e azienda sanitaria.

Meno donne in età fertile, primo figlio più tardi

Tra il 2010 e il 2025 le donne residenti in Toscana tra i 15 e i 49 anni sono diminuite del 17,5%. Nel 2025 il numero medio di figli per donna era di 1,08, rispetto a 1,14 in Italia e 1,34 nell’Unione europea (dato 2024, ultimo anno disponibile). È aumentata anche l’età al primo figlio: in Toscana ha raggiunto i 32,4 anni, contro i 25,5 del 1980.

Il cambiamento è particolarmente evidente tra le donne più giovani. Tra il 2005 e il 2025 il tasso di fecondità delle donne sotto i 30 anni si è ridotto del 46,5%, mentre è aumentato nelle fasce di età più avanzate, soprattutto in quelle sopra i 40 anni. La diminuzione riguarda anche le donne straniere: il numero medio di figli per donna è passato da 2,19 nel 2003 a 1,67 nel 2024, con comportamenti (tra chi è stabilmente residente nel nostro Paese) sempre più simili rispetto a quelli osservati nelle donne italiane.

“La riduzione delle nascite non dipende da un solo fattore e non può essere letta soltanto come una scelta individuale – conferma Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia di Ars Toscana –. In Toscana diminuiscono le donne in età riproduttiva, si diventa genitori più tardi e le donne più giovani hanno meno figli rispetto al passato. Per comprendere il fenomeno bisogna distinguere gli effetti dei cambiamenti demografici da quelli legati ai percorsi di vita e alle condizioni in cui le persone progettano una famiglia. Gli strumenti informativi di Ars, tra cui il portale Nascere in Toscana, contribuiscono a leggere i bisogni di salute e a orientare le politiche di lungo periodo, con servizi accessibili e condizioni che favoriscano la conciliazione tra lavoro e vita familiare”.

Precarietà occupazionale, incertezza del reddito, difficoltà di accesso all’abitazione e permanenza prolungata nella famiglia contribuiscono al rinvio della formazione di nuove famiglie e della genitorialità. La riduzione della fecondità non corrisponde necessariamente a una diminuzione equivalente del desiderio di avere figli. Le indagini demografiche evidenziano una distanza tra intenzioni riproduttive e loro realizzazione.

“Il compito di Ars è mettere a disposizione della Regione, dei sindaci e di chi deve assumere decisioni strumenti capaci di orientare la programmazione, aiutando a individuare i bisogni e a trasformare i dati in scelte concrete – dichiara Giovanni Grasso, commissario di Ars Toscana –. In questa direzione si inserisce anche il portale Nascere in Toscana, che offre dati e indicatori sulla salute materno-infantile. I dati sulla natalità ci parlano del futuro della Toscana e della capacità delle nostre comunità di offrire condizioni favorevoli per vivere, lavorare, mettere radici e costruire una famiglia. Dietro la diminuzione delle nascite ci sono trasformazioni profonde che riguardano i giovani, il lavoro, la casa, i servizi e la conciliazione dei tempi di vita. Comprenderle significa poter programmare oggi le politiche che determineranno la Toscana di domani”.

Le differenze tra i territori

La natalità non presenta lo stesso andamento in tutta la Toscana. Nel triennio 2022-2024 (ultimo dato disponibile) il tasso di natalità nelle Zone-distretto varia da 6,32 nati ogni mille abitanti nell’Empolese Valdelsa Valdarno a 4,50 nelle Colline dell’Albegna, rispetto a una media regionale di 5,76. L’analisi dei 273 comuni toscani evidenzia differenze ancora più ampie. I dati dei centri più piccoli richiedono però cautela: quando il numero delle nascite è limitato, anche pochi eventi in più o in meno possono modificare sensibilmente il tasso.

Procreazione assistita e nascite pretermine

L’analisi Ars prende in esame anche alcune caratteristiche delle nascite. Nel 2025 in Toscana 1.244 bambini, pari al 6,1% del totale (erano il 3% nel 2016), sono nati grazie alla procreazione medicalmente assistita. I nati pretermine sono stati il 6,6%, una quota sostanzialmente stabile rispetto al 2005, quando era pari al 6,9%.

Nel loro insieme, i dati mostrano come sta cambiando la natalità in Toscana e quanto queste trasformazioni siano diverse da un territorio all’altro. Comprenderle è essenziale per individuare i bisogni delle famiglie e orientare le scelte regionali in materia di salute, servizi e sostegno alla genitorialità.

REDAZIONE

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