PISTOIA – Sono passate quasi 24 ore dall’aggressione di ieri pomeriggio che ha sconvolto una città intera, eppure Belinda Bonechi è tornata a fare quello che ha sempre fatto negli ultimi 34 anni: lavorare nel suo negozio. Certo, gli sguardi dei curiosi erano più del solito, così come le telefonate ricevute, ma il primo pensiero di Belinda resta sempre quello di accogliere i suoi clienti.
Tornare alla normalità dopo quanto accaduto e con la grande attenzione mediatica che si è scatenata sulla vicenda non è affatto semplice, ma Bonechi è convinta che sia la cosa migliore da fare in questi casi: “Bisogna tornare a lavorare cercando di non pensare a quello che è successo ieri, perché altrimenti non se ne esce più. Lo si fa con la consapevolezza che la nuova realtà è questa e che evidentemente dobbiamo abituarci, anche organizzandosi diversamente. Le mie amiche mi hanno sempre proposto, quasi per gioco, di comprare lo spray al peperoncino: compreremo anche quello, non si sa mai. Il contesto attuale ci impone di guardare il mondo con mille accortezze in più, e anche io che di base sono una persona che crede sempre nella bontà degli altri dovrò agire di conseguenza”.
Una furto che poteva trasformarsi in tragedia
“Quando ho inseguito la donna che ha rubato nel mio negozio ho scoperto che aveva con sé un tirapugni. Fortunatamente, tra virgolette, non è successo niente e mi sono beccata uno schiaffo, ma poteva andarmi molto peggio. Potessi riavvolgere il nastro non le correrei dietro“.
Un problema che va oltre l’aggressione in sé
La commerciante allarga lo sguardo oltre l’episodio di ieri pomeriggio, che considera anche il riflesso di una situazione più ampia, legata a quanto sta accadendo nelle città in questa fase storica. Il progressivo abbandono delle attività commerciali, nella sua analisi, si intreccia strettamente con il tema della sicurezza.
“Noi cesseremo l’attività a fine ottobre, dopo 34 anni, ma non è un problema del singolo. Prima in via Carratica eravamo 42 attività commerciali, adesso ce ne sono sempre di meno e a lungo andare spariranno: un tempo coprivamo gli incassi di una settimana solo con i guadagni del sabato, adesso potremmo restare chiusi. Non pretendiamo di competere con le grandi catene commerciali, ma è evidente che Pistoia non sia più una città attrattiva, e di fronte ad un mondo che va avanti alla velocità della luce le amministrazioni comunali, invece, si muovono all’indietro.
Si parla tanto di desertificazione commerciale, ma togliendo le attività e la vita di tutti i giorni dai centri storici questi verranno poi frequentati sempre di più da soggetti come quelli che mi hanno aggredito ieri. Meno interessi, meno luci, meno controlli, le aggressioni diventano una naturale conseguenza. La donna che ha rubato e mi ha aggredito è stata identificata: bazzica da mesi in Piazza della Resistenza, che ormai è zona di spaccio e delinquenza”.
La sicurezza che diventa battaglia politica
Accuse, proclami, dita puntate contro “il nemico”. Nelle ultime ore maggioranza e opposizione si sono scontrate a viso aperto su quanto accaduto alla signora Bonechi, la quale non esita a dire che di fronte a tematiche come quella della sicurezza non ci dovrebbero essere divisioni di colore politico, ma unione d’intenti.
“Episodi come quello di ieri sono ormai comuni in Italia, non solo a Pistoia. È un fatto. Quello che mi dispiace è che situazioni come questa vengano strumentalizzate: attività come la mia vengono lasciate solo continuamente, quando abbiamo un problema non veniamo mai considerati da nessuno, indipendentemente dal partito, poi accade un fatto come quello di ieri e tutti si mostrano interessati. Ognuno strumentalizza le cose a proprio vantaggio, ma destra e sinistra dovrebbero essere dalla stessa parte di fronte a certi argomenti, a Pistoia come in tutto il paese“.


