Floria (Arval): “Elettrificazione delle flotte aziendali driver di crescita”

(Adnkronos) – “Oggi il primo livello di urgenza è evidentemente legato alla transizione energetica, ma non solo. Per chi si occupa di mobilità o per i provider di mobilità, non significa soltanto aiutare a scegliere l’auto migliore, ma anche confrontarsi e scontrarsi con una serie di difficoltà. Arval fa parte del gruppo bancario Bnp Paribas e che ha quasi 2 milioni e 300 mila veicoli in 28 Paesi, destinati all’utilizzo aziendale ma anche privato. Arval Italia, parte del gruppo, oggi ha oltre 300 mila veicoli destinati alle flotte aziendali e all’utilizzo privato”. Lo dice Alessandro Floria, direttore Marketing e Comunicazione Arval Italia, all’Adnkronos Q&A dal titolo ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, oggi a Palazzo dell’Informazione di Roma. 

“Il primo tema, forse meno governabile dalle aziende private – osserva Floria – ha a che fare con il costo dell’energia. Su questo ci sono interventi politici a supporto. Il tema secondario è quello infrastrutturale. Oggi l’Italia è un passo indietro sull’elettrificazione delle flotte, anche private. Ci sono poco meno di 70 mila colonnine attive, su un totale di poco meno di 80 mila postazioni di ricarica sul territorio. Il parco circolante elettrico – illustra – è ancora infinitesimale rispetto al totale di oltre 50 milioni di auto in Italia: siamo intorno all’1%. All’interno di questo scenario, le flotte aziendali sono ovviamente un driver di crescita, perché, essendo legate a temi e bisogni di business, hanno vissuto un’accelerazione differente nella transizione energetica”. Per colmare questo gap infrastrutturale, “oggi si sta valutando – spiega – la creazione di una strategia di ricarica che permetta, per esempio, anche alle forze commerciali, di muoversi con costi sostenibili. Non è una realtà alla portata di tutti, ma ci sono anche soluzioni per i clienti privati, banalmente attraverso l’aggregazione di provider per la ricarica su suolo pubblico. In questo modo, con un’unica app o un’unica carta, è possibile ricaricare presso le circa 68 mila stazioni presenti in Italia”. 

Oltre al tema urgente della transizione energetica, è urgente il tema dell’efficientamento delle flotte. “C’è un bellissimo modo – osserva Floria – per fare mobilità sostenibile: usare meno l’auto o usarla meglio. Significa che la responsabilità di chi si occupa di mobilità, noi compresi, è accompagnare il cliente in una riflessione sull’effettiva efficienza della gestione della flotta: sul numero di veicoli da inserire rispetto ai dati di utilizzo, capendo se si possa passare anche a formule di mobilità condivisa all’interno dell’azienda, laddove l’auto non costituisca un benefit puro per il dipendente”. In termini di sostenibilità, si deve tener conto dell’evoluzione del sistema di offerta destinata al mercato e ai clienti, che comprende il “passaggio dal noleggio tradizionale, quindi dal noleggio a lungo termine, all’introduzione di altri sistemi alternativi, che comprendono – continua Floria – modalità di noleggio flessibile e condiviso, come il corporate car sharing, oltre a prodotti e servizi non più legati soltanto all’auto, come il bike sharing. Questa evoluzione è importantissima sia perché aiuta l’azienda a gestire la flotta in modo più efficiente, sia perché risponde alle diverse esigenze dei dipendenti. Le aziende e le loro funzioni Hr stanno quindi cominciando a capire che, accanto al benefit dell’auto, è opportuno inserire servizi di mobilità nell’ambito del welfare, destinati all’intera popolazione aziendale e non più soltanto a una parte di essa”. 

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