PESCIA – La città di Pescia e tutto il territorio sono ancora sconvolti per l’episodio di violenza che ha visto un 38enne cercare di annegare, dopo ripetuti soprusi, una ragazza poco più che maggiorenne nel fiume. Il fatto, avvenuto qualche settimana fa, è divenuto noto soltanto nel tardo pomeriggio di ieri, motivo per cui Augusto Mascagna, vescovo delle diocesi di Pistoia e Pescia, ha voluto subito dire la sua, esprimendo vicinanza alla giovane ferita.
“Di fronte alla cronaca, siamo sempre spettatori e tutto questo lo viviamo con distacco e con grande superficialità. Quando però questi fatti di cronaca riguardano il nostro territorio, le vie che tracciamo durante il nostro cammino, gli orizzonti di ogni giorno, allora, non possiamo tacere e la prima cosa da fare è denunciare il male e metterci dalla parte delle vittime, di coloro che subiscono atrocità. Provo un profondo dolore di fronte alla drammatica aggressione consumatasi a Pescia. A nome di tutta la comunità diocesana, desidero far giungere alla giovane vittima e alla sua famiglia la nostra vicinanza.
Nessun pretesto, nessuna logica di possesso o sopraffazione può mai giustificare la violenza – prosegue Mons. Mascagna – che rappresenta sempre una sconfitta e un’offesa grave alla dignità della persona. La condanna nei confronti di ogni forma di abuso deve essere ferma e senza appello. Non possiamo stancarci di educare al rispetto della donna e alla cura dell’altro, per estirpare alla radice le logiche di violenza che ancora imbruttiscono la nostra società. Il Dio di Gesù si mette sempre dalla parte degli innocenti e grida insieme con loro: “Dio mio perché mi hai abbandonato”. Il Dio di Gesù Cristo mostra la sua più grande solidarietà con le vittime del male e dona speranza di vita e di una giustizia. Nella settimana in cui pregheremo con San Francesco Domenica 4 ottobre; con Santa Teresa di Gesù bambino, la Santa dei piccoli innocenti il 1 ottobre; e gli angeli custodi il 2 ottobre, voglio invitare le due Comunità diocesane di Pescia e di Pistoia a mettere i piccoli e gli indifesi al centro delle nostre preghiere e delle nostre attenzioni”.


