(Adnkronos) – “Ricordo che quando arrivò Enrico Mentana, La7 non era una rete schierata con il centrodestra, semmai il contrario e non è cambiata rispetto ad allora. E quello che va rispettato dei media è il loro Dna”. Lo ha detto l’editore Urbano Cairo, parlando – a margine della presentazione del 25esimo Premio Cairo – del rinnovo del contratto del direttore del TgLa7 e della richiesta da parte di Enrico Mentana di una maggiore neutralità della rete.
La7 “ha una sua linea editoriale che è fatta di una serie di conduttori e chiaramente io, così come non dico a Mentana come fare il Tg, non dico neanche alla Gruber o a Floris o a Cazzullo o a Formigli come fare la loro trasmissione o chi invitare. Il mio modo di fare l’editore è un modo in cui lascio libertà ai miei conduttori, ai miei giornalisti, così come faccio anche al Corriere, come faccio da altre parti. È la mia filosofia editoriale, quindi questa non la cambio”, ha detto Cairo, aprendo però alla possibilità di “inserire altri conduttori, magari che abbiano punti di vista diversi. È una cosa che avevamo già anche in passato”.
Senza stravolgere però la linea editoriale, perché “se un media ha un Dna di un certo tipo, non lo puoi cambiare, lo devi mantenere. Quando è successo in passato che alcuni media hanno cambiato il Dna, si sono dissolti e hanno avuto dei problemi” con il pubblico, “non soltanto di chi la pensa in un certo modo, ma anche di chi non la pensa così come magari emerge da alcune trasmissioni, che però le vede. Alla fine le critica, però le vede”.
Fermo restando – ha assicurato Urbano Cairo – che le trasmissioni di La7 “non è che siano schierate, sono trasmissioni in cui il conduttore fa le domande e le fa tutte, senza risparmiarne neanche una”. Quanto al rinnovo del direttore del TgLa7, “il contratto va avanti fino a fine dicembre, abbiamo ancora davanti a noi tre mesi e mezzo. È una cosa di cui io ho già parlato con lui mille volte. È con me da 16 anni, per cui l’ho rinnovato più volte. La mia stima per lui è intatta”, ma – ha aggiunto Cairo – “chiaramente deve esserci la voglia da ambo le parti. Io credo che la cosa importante sia quella: ognuno deve fare la sua attività, il suo lavoro. Non si può pensare di dire ad altri cosa fare o cose di questo genere. Poi se arriveranno altri conduttori con idee anche diverse per ampliare, io sono il più felice. Non ho mai posto veti allo sviluppo anche di trasmissioni con idee diverse”.
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