Emergency annuncia legge iniziativa popolare per diritto all’obiezione di coscienza alla guerra

(Adnkronos) – In occasione della sesta edizione del Festival di Emergency, in corso a Reggio Emilia fino a domenica 6 settembre, Emergency ha annunciato una legge di iniziativa popolare per il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra, dal titolo “io obietto la guerra”, per garantire a tutte le cittadine e i cittadini la possibilità di rifiutarsi di prestare il proprio corpo, lavoro e consenso alla guerra e al riarmo. L’iniziativa rientra nella campagna R1pud1a di Emergency dedicata all’Articolo 11 della Costituzione che, da novembre 2024, ha raccolto la partecipazione e la voce di oltre 650 Comuni, 1.500 scuole, centinaia di festival e luoghi della cultura come biblioteche, teatri, cinema, associazioni. 

Insieme a 250mila persone R1pud1a ha chiesto al governo di sospendere la collaborazione militare con Israele, ha promosso e partecipato a incontri, marce, iniziative contro il riarmo e ha raccolto una richiesta diffusa di agire per fermare il clima di guerra, violenza e inevitabilità che sta portando a ritenere “normale” la possibilità di finire, anzi di essere già, come ha scritto pochi giorni fa l’avvocatura di Stato, “coinvolti in una guerra mondiale, ibrida e a pezzi”. “Con la proposta di legge di iniziativa popolare, Emergency chiede al Parlamento di istituire, per tutte le cittadine e tutti i cittadini, il diritto di dichiararsi obiettrici e obiettori di coscienza alla guerra di fronte al possibile ritorno del servizio militare e per non dover partecipare col proprio lavoro alla progettazione, produzione, commercio, movimentazione di armi e strumenti destinati alle guerre in corso e a quelle future”, dichiara Simonetta Gola, direttrice della Comunicazione di Emergency. “Per rifiutare di essere coinvolti nella produzione di sofferenza senza per questo subire conseguenze professionali o penali. L’obiezione di coscienza è un diritto umano fondamentale riconosciuto dalla Carta dei diritti umani e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”. 

Il 2025 con 65 conflitti in corso ha segnato il record di guerre attive, dopo la Seconda guerra mondiale. Mentre si parla di ripristino della leva – e alcuni Paesi hanno già provveduto – l’Italia non ha più una legge per l’obiezione di coscienza. Questa proposta è un modo concreto perché cittadine e cittadini possano esprimersi in modo chiaro e forte contro la leva e contro la logica di sopraffazione e sfruttamento che accomuna tutti i conflitti. La proposta di legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra” è stata redatta con la collaborazione di Domenico Gallo, magistrato ed ex presidente di sezione della Corte di Cassazione, Alessandra Algostino, costituzionalista e Veronica Dini, avvocata, che hanno partecipato all’incontro “L’obiezione alla guerra è un diritto” al Festival di Emergency. Nelle prossime settimane Emergency fornirà, sul sito ripudia.it, le informazioni e gli strumenti per partecipare a questa iniziativa. 

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