PISTOIA – Il 27esimo Memorial Vannucci è stato un successo senza precedenti. L’evento, organizzato da Vannucci Piante per celebrare la memoria e i valori di Moreno Vannucci, ha rappresentato l’occasione per celebrare il rapporto storico e ormai più che trentennale con la Pistoiese, motivo per cui si è tenuto in uno Stadio Marcello Melani a dir poco gremito.
Dopo l’annuncio del prolungamento del sodalizio tra l’azienda vivaistica e la Pistoiese – insieme, almeno, fino al 2032 – la festa si è spostata allo stadio, i cui cancelli si sono aperti alle 19 per la presentazione del settore giovanile, della squadra femminile e della Pistoiese Special, progetto sociale e sportivo tanto caro al presidente degli Orange Sergio Iorio.
Alle 21, poi, il momento clou della serata: la presentazione della prima squadra della Pistoiese e di tutto il suo staff, tecnico e dirigenziale. Ad introdurre i giocatori sul prato del Melani è stata una delle voci più riconoscibili, autorevoli ed iconiche del calcio italiano degli ultimi vent’anni: Pierluigi Pardo, che con la sua verve è riuscito a trascinare tutto il popolo arancione presente sugli spalti, ma non solo. Il celebre giornalista si è rivolto in prima persona a mister Bisoli per chiedergli qual è l’obiettivo che si è prefissato per la stagione 2026/27, e il tecnico arancione non si è tirato indietro: “Molti ci indicano come la corazzata del girone e dovremo dar seguito a questo pensiero. È inutile girarci intorno: vogliamo vincere il campionato!”. Dichiarazioni che hanno scatenato il pubblico sugli spalti e che hanno lasciato uscire un convinto “Daje!” dalla bocca dell’istrionico Pardo.
Proprio Pierluigi Pardo, che nel corso dell’evento ha rivelato di simpatizzare per la Pistoiese dalla prima volta che vide le maglie arancioni su un terreno di gioco, era la Serie A 1980/81, ha poi condotto il talk “Il Valore che Resta: Sport & Impresa”. Presenti sul palco il presidente della Pistoiese Sergio Iorio, dall’outfit volutamente pieno di richiami arancioni, il presidente di Vannucci Piante Vannino Vannucci, il presidente della Virtus Entella e caro amico di Iorio, Antonio Gozzi, il sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi e l’arbitro più famoso e importante della storia del calcio, nonché capo della Commissione Arbitri della Fifa, Pierluigi Collina. Sono poi intervenuti anche Eugenio Giani e Bernard Dika, rispettivamente presidente e sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana, e altri importanti ospiti locali.
Si è parlato di sport e società, di ambizioni e di vedute comuni per lo sviluppo del territorio pistoiese. In questo senso è giusto citare alcune delle parole pronunciate dal sindaco Capecchi: “In qualità di primo cittadino non posso che dire che è un onore e una fortuna che la Pistoiese abbia un presidente così volenteroso e intraprendente come Sergio Iorio, e permettetemi anche di citare Joe David per il Pistoia Basket: due realtà amiche con cui c’è voglia di investire per il futuro di Pistoia. Con la Pistoiese ci stiamo muovendo in maniera congiunta come dimostra il recupero completo del campo di Pistoia Ovest, in continuità con il lavoro fatto dall’amministrazione precedente, e visto che lo stadio ha 60 anni e i suoi acciacchi vorremmo cercare di rimodernarlo e di rimettere in sesto alcune zone ormai malandate, penso alla gradinata che ormai è chiusa da troppo tempo”.
Prima della consegna dei premi intitolati a Roberto Clagluna e Giancarlo Innocenti, oltre che della Borsa di Studio Roberto Maltinti, il sindaco Capecchi ha voluto raccontare a Pierluigi Pardo il suo primissimo aneddoto come tifoso arancione: “Voglio raccontarti un episodio. Quando ero piccolo andai con mio nonno in tribuna a vedere un Pistoiese-Genoa, lui era tifoso genoano. Vincemmo 1-0. Mi ricordo che mentre esultavo mi girai verso mio nonno e lo vidi piangere, in quel momento capii la forza e la dualità del calcio”.
Con questo aneddoto e con la consegna dei premi sopracitati si è conclusa una serata che ha restituito alla città grande voglia di Pistoiese. Un connubio di questo tenore tra la squadra e la cittadinanza non si vedeva da anni, e chissà che non sia di buon auspicio per una risalita tra i professionisti dove l’Olandesina manca da ormai tanto, troppo tempo.


